L’esperienza dell’Istituto di Agazzi al convegno “Sclerosi Multipla: PDTA, continuità territoriale e riabilitazione nel percorso di vita”. L’iniziativa, promossa dall’AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla alla Casa dell’Energia di Arezzo, ha proposto una mattinata di confronto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni e cittadini per fare il punto sul Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), sulla qualità della presa in carico e sulla necessità di rafforzare la continuità tra ospedale e territorio. La parte conclusiva dell’evento è stata dedicata ai centri di eccellenza locali ed è stata arricchita dall’intervento della dottoressa Sandra Marchesini, coordinatrice dei trattamenti del centro A-Rìa dell’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi, che ha condiviso l’esperienza diretta di una realtà che da anni rappresenta un punto di riferimento per la riabilitazione neuromotoria.
La Sclerosi Multipla, una patologia complessa e imprevedibile – Il convegno ha permesso, innanzitutto, di tracciare un profilo scientifico della Sclerosi Multipla, cioè di una malattia cronica, infiammatoria e degenerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzata da un’anomala risposta del sistema immunitario che attacca la mielina, il rivestimento protettivo delle fibre nervose. Le conseguenti lesioni possono compromettere la trasmissione degli impulsi tra cervello e corpo, con sintomi che variano per tipologia e intensità: disturbi motori, difficoltà di coordinazione ed equilibrio, affaticamento, problematiche visive e cognitive, alterazioni della sensibilità. L’imprevedibilità del decorso della malattia rende ogni caso unico e richiede una presa in carico personalizzata e multidisciplinare, capace di accompagnare la persona lungo il prosieguo del percorso di vita, adattando gli interventi riabilitativi alle evoluzioni delle esigenze cliniche e funzionali.
L’approccio dell’Istituto di Agazzi – Le parole della dottoressa Marchesini, sostenute dalla proiezione di video per mostrare ambienti e strumentazioni della struttura alle porte della città di Arezzo, hanno permesso di illustrare l’approccio integrato adottato dal centro A-Rìa, basato su un lavoro sinergico tra medici, fisioterapisti e professionisti della riabilitazione. L’obiettivo è, infatti, di favorire il più possibile il mantenimento dell’autonomia funzionale, rallentare il declino motorio e prevenire complicanze, attraverso percorsi costruiti su misura per ciascun paziente.Tra gli spazi dell’Istituto di Agazzi dedicati alla Sclerosi Multipla rientra la piscina terapeutica per l’idrokinesiterapia dove l’ambiente acquatico, grazie allo scarico gravitazionale, consente di facilitare i movimenti, ridurre il carico articolare e lavorare in sicurezza su equilibrio e coordinazione. Accanto alla piscina, le palestre attrezzate permettono di intervenire sul tono muscolare, sulla mobilità e sulle capacità residue, con programmi personalizzati e costantemente monitorati. Un focus particolare è stato dedicato alla nuova area robotica che, frutto di un recente investimento, ha ulteriormente consolidato il ruolo dell’Istituto di Agazzi come polo di eccellenza nel panorama nazionale: i sistemi per la rieducazione del cammino, i dispositivi sensorizzati per la mobilità fine della mano e delle dita, e le tecnologie per il trattamento dell’arto superiore permettono di ripetere movimenti corretti in modo intensivo e controllato, stimolando il miglior recupero neuromotorio. Una postazione specifica è stata dedicata da A-Rìa alla riabilitazione del pavimento pelvico, inoltre tra le dotazioni spicca anche l’esoscheletro bionico Ekso che è utilizzato nel training del cammino di pazienti con patologie neurologiche tra cui la Sclerosi Multipla. La tecnologia all’avanguardia, integrata con l’intervento del terapista, consente di modulare intensità e frequenza dei movimenti, raccogliere dati in tempo reale e monitorare i progressi clinici, con la robotica che non sostituisce il professionista ma che ne potenzia l’azione per percorsi sempre più personalizzati, efficaci e orientati alla qualità della vita.
Un impegno condiviso per il territorio – La partecipazione della dottoressa Marchesini al convegno dell’AISM ha dunque rappresentato un momento di condivisione e responsabilità verso la comunità, contribuendo al dialogo tra sistema sanitario, associazioni e centri specialistici. L’esperienza dell’Istituto di Agazzi testimonia come innovazione, competenze multidisciplinari e attenzione alla persona possano tradursi in opportunità concrete per chi convive con la Sclerosi Multipla, rafforzando il valore di una rete territoriale sempre più integrata e centrata sui bisogni reali dei pazienti e delle loro famiglie.