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Giugno è il mese della scoliosi: prevenzione e informazione all’Istituto di Agazzi

Il mese di giugno è, a livello internazionale, dedicato alla prevenzione della scoliosi e al benessere della colonna vertebrale. L’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” dei Padri Passionisti di Agazzi è un luogo di riferimento per la valutazione e il trattamento di questa problematica che tende a comparire soprattutto nel corso dell’età evolutiva e che richiede un intervento multidisciplinare per perseguire il miglioramento della postura e della qualità della vita.

COSA È LA SCOLIOSI – La scoliosi è una deformazione strutturale della colonna vertebrale che si manifesta con una curvatura laterale anomala, spesso accompagnata da una rotazione delle vertebre. Non si tratta semplicemente di postura scorretta, ma di una condizione complessa che può avere ripercussioni sui movimenti, sull’allineamento corporeo, sull’equilibrio muscolare e, nei casi più gravi, anche sulla funzione respiratoria a causa delle compromissioni dello spazio toracico. Questo stato può presentarsi in diverse forme: il più comune è l’idiopatico (la curvatura laterale della colonna più diffusa, presente nel 2-4% dei bambini dai 10 ai 16 anni), poi ci sono il congenito dovuto a malformazioni vertebrali presenti fin dalla nascita e il secondario che deriva da condizioni neuromuscolari, sindromiche o traumatiche. Una diagnosi precoce è fondamentale per controllarne l’evoluzione.

QUANDO COMPARE LA SCOLIOSI – La maggior frequenza è nell’età evolutiva, principalmente tra gli 8 e i 14 anni quando il bambino sviluppa le principali abilità fisiche, sociali e mentali, con lo scheletro che si allunga più rapidamente. La scoliosi colpisce in media due o tre bambini su cento e tende a manifestarsi con maggiore frequenza nelle femmine rispetto ai maschi, specialmente nelle forme idiopatiche. Nella maggior parte dei casi non provoca dolore e può passare inosservata per mesi o per anni, ma può essere individuata attraverso segnali specifici che possono essere colti anche da genitori o pediatri: spalle asimmetriche o di altezza diversa, scapole sporgenti o una più prominente dell’altra, inclinazione del busto da un lato, un fianco più evidente o un’asimmetria del bacino, differente lunghezza apparente degli arti inferiori o alterazione della normale postura durante una camminata o in situazione eretta. Il rischio di progressione della curva è maggiore durante le fasi di crescita rapida, nei soggetti con familiarità e se la curvatura iniziale è già significativa. L’osservazione è dunque il primo step per la diagnosi perché basta osservare la schiena mentre il bambino si piega per evidenziare la presenza di alterazioni da approfondire attraverso una valutazione specialistica.

COME PREVENIRE LA SCOLIOSI – Non è possibile prevenire l’insorgenza della scoliosi idiopatica, ma è certamente possibile frenarne l’aggravamento con interventi tempestivi. Una diagnosi precoce permette infatti di adottare strategie conservative, spesso efficaci nel contenere la curvatura ed evitare trattamenti più invasivi come l’uso del corsetto o, nei casi più severi, l’intervento chirurgico. Anche se non tutti i casi evolvono in forme gravi, una percentuale significativa richiede un monitoraggio clinico e un percorso riabilitativo personalizzato, dunque è importante sottoporre i minori a controlli regolari specialmente in presenza di fattori predisponenti. In quest’ottica, la collaborazione tra scuola, famiglia e sistema sanitario è essenziale: insegnanti e genitori possono avere un ruolo chiave nell’osservare eventuali alterazioni della postura, poi i pediatri possono avviare lo screening e infine fisioterapisti e medici specialisti possono pianificare percorsi mirati.

IL TRATTAMENTO RIABILITATIVO ALL’ISTITUTO DI AGAZZI – Il centro di riabilitazione A-Rìa è specializzato nella presa in carico globale della scoliosi. La multidisciplinarietà degli operatori, la presenza di ambienti specifici per la riabilitazione e la dotazione di strumentazioni di robotica all’avanguardia hanno permesso alla struttura di diventare un punto di riferimento nel trattamento di questa patologia, con un approccio basato su evidenze scientifiche e aggiornato secondo le linee guida internazionali. L’equipe dell’Istituto di Agazzi comprende figure professionali per un approccio completo e integrato tra cui medici fisiatri per l’inquadramento clinico della scoliosi, fisioterapisti specializzati nella rieducazione posturale, chinesiologi e osteopati per impostare percorsi su misura. I programmi partono dalla valutazione posturale per prevedere poi percorsi personalizzati con esercizi individuali secondo il metodo SEAS – Scientific Exercise Approach to Scoliosis, con ginnastica correttiva per simmetria e autocorrezione attiva, con educazione posturale per la vita quotidiana e per l’ambiente scolastico, con monitoraggio continuo dell’evoluzione della curva e con l’utilizzo di presidi ortopedici se necessari. L’obiettivo dell’Istituto di Agazzi, infatti, è di aiutare i giovani pazienti a vivere il percorso terapeutico con consapevolezza e serenità, migliorando la qualità della vita e sostenendo l’autonomia motoria.

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