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Focus su… affettività e sessualità nelle disabilità intellettive

Promuovere consapevolezza, rispetto e inclusione, riconoscendo il benessere affettivo e sessuale come parte integrante della qualità della vita e dei diritti di ogni persona. Questo è il significato della Giornata Mondiale del Benessere Sessuale di venerdì 4 settembre che, promossa dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, ha “Every Body” come tema del 2026 per richiamare l’importanza di garantire salute, diritti, giustizia e eque opportunità per ogni persona, senza esclusioni. La volontà di questa iniziativa è di ribadire la salute affettiva e sessuale come una condizione di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale, con una prospettiva che riguarda la possibilità di vivere relazioni in modo positivo, rispettoso e libero da coercizione, discriminazione e stereotipi. L’attenzione al tema dell’Istituto di Agazzi – Questa impostazione porta a considerare l’affettività, le relazioni e la sessualità come dimensioni che appartengono al percorso di crescita e al Progetto di Vita di ogni persona. È una prospettiva che l’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi ha scelto di sviluppare anche nell’ambito della disabilità intellettiva attraverso percorsi capaci di sostenere la persona nella sua globalità, con il dottor Fabrizio Giorgeschi che è tra i massimi esperti nazionali su questa materia. Lo psicologo e psicoterapeuta ha elaborato e sviluppato il progetto “Di-Amo” che è dedicato ai bisogni di sostegno nell’ambito dell’affettività e della sessualità attraverso l’attivazione di sportelli di orientamento, incontri di formazione per gli operatori, programmi di educazione affettiva e sessuale, counseling individuale e di coppia, e attività di parent training rivolte ai caregiver. L’obiettivo è di offrire strumenti e competenze per accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita, sostenendo la possibilità di riconoscere ed esprimere emozioni, bisogni e preferenze. Disabilità e sessualità: una dimensione del Progetto di Vita – Il tema assume particolare rilevanza per le persone con disabilità intellettiva per cui la dimensione affettiva e relazionale è stata a lungo poco considerata, stereotipata o affrontata prevalentemente attraverso una prospettiva di protezione. La possibilità di costruire relazioni significative, sviluppare legami affettivi e acquisire consapevolezza del proprio corpo, delle proprie emozioni e dei propri desideri rappresenta invece una componente della qualità della vita e dell’autodeterminazione. La stessa Giornata Mondiale del Benessere Sessuale pone l’attenzione sulla necessità di garantire a tutte le persone accesso a informazioni corrette, educazione, servizi e sostegni adeguati, riconoscendo il ruolo delle relazioni, del consenso, dell’autonomia e del rispetto, ribadendo come la salute sessuale debba essere considerata lungo tutto l’arco della vita e in una prospettiva inclusiva anche per le persone con disabilità. In questo ambito possono tuttavia emergere numerose barriere, legate a pregiudizi, falsi miti, atteggiamenti iperprotettivi e difficoltà della rete familiare e sociale nell’affrontare questi argomenti, dunque diventa importante prevedere anche percorsi di educazione e di sostegno personalizzati, capaci di promuovere conoscenze, competenze e autonomie nel rispetto delle caratteristiche e dei bisogni di ciascuna persona. Una nuova prospettiva culturale – L’impegno dell’Istituto di Agazzi si inserisce dunque in un percorso più ampio di crescita culturale dove parlare di affettività e sessualità significa prima di tutto riconoscere la persona, i suoi diritti, le sue relazioni, i suoi bisogni e le sue autonomie. Il progetto “Di-Amo” rappresenta un ulteriore passo verso una comunità più consapevole in cui operatori, famiglie e persone con disabilità possano trovare ascolto, strumenti e sostegno per affrontare questi temi con competenza e rispetto. Questa prospettiva si inserisce pienamente nel messaggio “Every Body”: il benessere, la dignità e i diritti devono essere riconosciuti a ogni persona, senza che la disabilità rappresenti una barriera alla possibilità di vivere pienamente la propria dimensione affettiva e relazionale. «“Di-Amo” – ha spiegato il dottor Giorgeschi in occasione del ventunesimo Convegno Nazionale sulla Qualità della Vita per le Persone con Disabilità all’Università di Brescia, – nasce per fornire sostegni utili alla crescita delle abilità delle persone con disabilità a tutte le età, insieme a una capacitazione della comunità a trattare tali tematiche in maniera non pregiudizievole, ma rispettosa e tutelante. Questa è, infatti, la chiave anche per consentire un pieno e positivo dispiegamento di una vita affettiva e sessuale degna di essere vissuta».

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