Milleduecento trattamenti in un anno nel centro hi-tech dell’Istituto di Agazzi

Milleduecento trattamenti in un solo anno nel centro hi-tech dell’Istituto “Madre della Divina Provvidenza” di Agazzi. La nuova area robotica era stata inaugurata nell’estate del 2025 ed è stata dotata di strumentazioni di ultima generazione per la riabilitazione di pazienti con patologie ortopediche e neurologiche, gettando così le basi per trasformare la struttura alle porte della città di Arezzo in un polo di riferimento nel panorama nazionale. A distanza di un anno, l’Istituto di Agazzi ha stilato un primo report per sintetizzare i risultati raggiunti e riepilogare i percorsi riabilitativi avviati con le nuove tecnologie, con un’analisi che permette di comprendere tipologia, quantità e caratteristiche dei trattamenti effettuati. Il bilancio restituisce innanzitutto la dimensione dell’attività svolta: in totale sono stati effettuati milleduecento interventi su circa duecento pazienti con diverse età (dai bambini di dieci anni agli anziani di ottanta anni) che sono arrivati ad Arezzo da tutta Italia, compresa la Sicilia, per intraprendere percorsi riabilitativi personalizzati per diverse zone del corpo. La nuova dotazione robotica, infatti, è stata progettata con un approccio “total body” che fa affidamento su sistemi dedicati alla rieducazione del cammino e al trattamento degli arti inferiori, dispositivi sensorizzati per il recupero della mobilità fine delle mani e la mobilizzazione delle dita, e apparecchiature per la rieducazione dell’arto superiore con particolare attenzione a spalla, gomito e polso. Gli interventi hanno riguardato pazienti con patologie e condizioni molto diverse tra loro tra cui ictus, sclerosi multipla, Parkinson, poliomielite, politraumi e traumi cranici, con i primi riscontri che hanno evidenziato miglioramenti in diverse componenti della funzionalità motoria quali mobilità articolare, forza, resistenza e controllo del tronco, fino alla capacità di eseguire e recuperare correttamente i movimenti. Il vero valore aggiunto del centro è stato rappresentato soprattutto dalla possibilità di modulare il trattamento sulle caratteristiche del singolo paziente e sulle diverse esigenze riabilitative: i dispositivi, infatti, hanno permesso di lavorare sulla ripetizione di corrette azioni neuromotorie, regolando intensità e frequenza dei movimenti e favorendo un apprendimento progressivo e automatizzato, con la tecnologia che ha supportato il lavoro dei terapisti in percorsi sempre più mirati, misurabili e personalizzati. «Il bilancio dei primi dodici mesi è particolarmente significativo – commenta il dottor Marco Caserio, direttore dell’Istituto di Agazzi, – non solo per il numero dei trattamenti effettuati, ma soprattutto per la varietà di età e patologie, congenite o acquisite, dei pazienti. La robotica ha posto a disposizione strumenti sempre più precisi per costruire percorsi personalizzati e per misurare nel tempo i progressi, con un modello costruito su innovazione e competenze che permette di offrire una riabilitazione efficace, accessibile e capace di rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente».