Come nasce?

Alla fine degli anni ’70, Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare, spinto dalla sua familiarità di pratica personale nelle discipline orientali, pratiche di yoga e di meditazione, nonché dal suo percorso professionale sempre più vicino alla sofferenza e al dolore della natura umana ed al funzionamento del corpo e della mente, sviluppa un percorso strutturato di formazione e pratica per aiutare le persone a ridurre il dolore e lo stress unendo la millenaria esperienza delle tecniche meditative (meditazione vipassana theravada) con aspetti scientifici e psicoeducazionali, propri dell’ambito medico.

Questa idea nasceva dal beneficio personale che lui stesso ne aveva ricavato e partiva dalla considerazione che lo stress prolungato innesca modalità disfunzionali di risposta che possono portare a malattie fisiche e disturbi emotivi e che sono sostenute da modalità automatiche di risposta. Riportando l’attenzione al corpo, ai processi percettivi, alle cose nella loro essenza di base, si interrompono le reazioni automatiche e possiamo maturare nuove e migliori risposte.

Nel 1979, con il sostegno del primario di Medicina Interna del Medical Center dell’
Università di Worcester (Boston – Massachusetts), fonda la prima Clinica per la riduzione dello stress basata sulla coltivazione della Consapevolezza.
A partire dal 1980 inizia e si espande velocemente nel mondo scientifico e anche in Europa, la ricerca e la sperimentazione nell’ambito della Mindfulness e del protocollo di riduzione dello stress sia su pazienti affetti da dolore cronico, ma poi anche su problematiche psicosomatiche e psicologiche.

Nel 1990 Kabat-Zinn pubblica il suo primo libro divenuto molto famoso: “Vivere momento per momento” sul protocollo MBSR.

Le pubblicazioni scientifiche si fanno numerose e alla fine degli anni 90 sono più di 400 i centri ospedalieri che offrono il programma MBSR (Mindfulness based stress reduction, Metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza). Il programma attualmente comprende pratiche di consapevolezza nel mangiare, in movimento, sul respiro, sensazioni, emozioni e pensieri ed infine pratiche di consapevolezza nel camminare. Prevede momenti di condivisione di gruppo riguardo agli esercizi proposti; con approfondimenti su alcuni temi quali l’attenzione non giudicante, la mente del principiante, il lasciar andare e il lasciar essere, la fiducia in sé, accompagnati da dispense ed approfondimenti su argomenti più scientifici quali ad esempio lo stress e l’attenzione.

Collaborazioni e scambi con il Centro dell’Università di Boston, daranno poi vita, in seguito, al protocollo MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy), di matrice più psicologica.

Le discipline che sono coinvolte ora, nello studio e nelle potenziali applicazioni di questo protocollo sono, oltre la psicologia, le neuroscienze (studio delle basi neurali e degli effetti di training sostenuti di mindfulness), la medicina (applicazioni per la riduzione dello stress sia nei pazienti che negli staff medici), le scienze dell’ educazione (applicazioni nelle scuole con alunni – dalle elementari agli studenti universitari – e con gli insegnanti), le scienze sociali applicate (applicazioni in carceri e comunità socio-economicamente a rischio), organizzative (aziende e realtà professionali) ed altre.